Beni Culturali, MiBACT, Politica

Beni Culturali, chi li gestisce in Italia?

Dario Franceschini è il nuovo Ministro dei beni e delle attività culturali; è ufficiale, torna la delega del Turismo al MiBACT. (Nel 2013 la delega è stata accorpata al MiBAC fino al 2018, dopo 14 mesi senza turismo, torna alla cultura).

Facciamo un piccolo passo indietro di quattordici mesi, abbiamo visto slittare la delega Turismo con il Governo cosiddetto giallo-verde (M5S-Lega), al Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo (MiPAAFT) e a quanto pare questa delega sembra durare ben poco, per la felicità del Ministro Dario Franceschini, meno per il MiPAAFT, dopo più di un anno di lavoro Gian Marco Centinaio (ex Ministro MiPAAFT) avrebbe preferito continuare la sua gestione al turismo, anche se – suo malgrado – il MiPAAFT è passato alle mani del Ministro Teresa Bellanova. Ma torniamo ai Beni Culturali, quali sono state le sue riforme in questo breve periodo? Franceschini, (Ministro al MiBACT dal 2014 al 2018) è tornato nuovamente a ricoprire un ruolo che già conosce, ma sperava in qualche altra carica al Governo Conte bis (M5S-PD-LEU). Ma cosa ha cambiato Franceschini in quegli anni di Ministro? Che intenzioni ha adesso a parte prendere in delega il Turismo?

Continua a leggere per sapere come in Italia si gestiscono i Beni Culturali e le politiche legate ad esse. Ricorda che i B.C. statali appartengono anche a te, l’Italia possiede circa 3.400 musei, 2000 aree e parchi archeologici e ben 43 siti UNESCO.

L’Italia è un immenso museo all’aperto”. MiBAC

Dunque – a mio avviso – è bene conoscere la storia del nostro territorio perché ha tanto da raccontare ma, per far sì che questo avvenga ha bisogno che si tuteli e valorizzi al meglio.

Buona Lettura.

Galleria degli Uffizi – Sandro Botticelli, Primavera (1477-82 ca.)

La Primavera del noto artista Sandro Botticelli, è una delle opere più famose della Galleria degli Uffizi di Firenze. Mi piacerebbe parlarti della sua immensità ma, non è questo il giorno!

Ho qualcosa di diverso da dirti.

A causa degli avvenimenti politici di questi ultimi giorni mi è venuta voglia di fare un excursus politico, per farti capire diversi aspetti della gestione di queste bellezze italiane.

Parlare di Arte non dovrebbe implicare – solo – argomenti artistici – come vicende storiche, mecenati, luoghi, artisti, opere, tecniche e quant’altro – ma è necessario per capirne molto meglio i suoi fattori essere a conoscenza anche della gestione dei Beni Culturali nel nostro paese e i meccanismi che ne fanno parte.

Dal 1974 al MiBACT

Lo Stato possiede l’ordinamento politico formato dalla Repubblica parlamentare che rappresenta l’organo centralizzato – le regioni sono un organo decentralizzato -. Il potere esecutivo nell’ordinamento politico della Repubblica Italiana è affidato al Presidente del Consiglio, i Ministri e il Consiglio dei Ministri, i membri non possono essere più di sessanta, mentre il numero dei Ministri con portafoglio non può superare il numero di tredici – il totale dei ministri è ventuno – dunque sette di questi hanno un Ministero senza portafoglio.

Fra i 13 Ministeri con portafoglio, uno di questi – dal 1974 – è il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT) istituito da Giovanni Spadolini – con Governo Aldo Moro – attraverso un decreto legge ha pensato di raggruppare la gestione del patrimonio artistico italiano – che prima di quel momento veniva delegato saltuariamente al Ministero della Pubblica Istruzione, al Ministro degli Interni oppure ad un Ministero senza portafoglio con delega ai beni culturali – una volta istituito prende il nome di Ministero per i beni culturali e ambientali con G. Spadolini Ministro.

Da quel momento fino ai giorni nostri, sono avvenute diversi accorpamenti e deleghe attraverso i decreti legislativi, vediamo come:

  • Nel 1997 istituzione Ministero, con G. Spadolini Ministro,
  • Nel 1998 delega sport e spettacolo,
  • Nel 2004 raggruppamento del testo unico nel Codice dei beni culturali e del paesaggio,
  • Nel 2006 la gestione delle politiche sportive decade,
  • Nel 2009 termini tutela e valorizzazione all’interno del codice dei B.C. e del paesaggio,
  • Nel 2013 col Governo Letta e il Ministro M. Bray, delega al turismo diventando Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT),
  • Nel 2016 col Governo Renzi e Ministro Franceschini, alcuni musei statali diventano istituti autonomi; lo Stato cede alla Soprintendenza per l’archeologia, le belle arti e il paesaggio (l’organo periferico del ministero) le competenze di tutela attravero i Poli museali regionali.
  • Nel 2018 il MiBACT, con il Ministro A. Bonisoli torna MiBAC – togliendo la delega al turismo e assegnandolo al Ministero delle Politiche Agricole alimentari, Forestali e del Turismo (MiPAAFT), istituendo le Direzioni territoriali delle reti museali.
  • Nel 2019 (in questi giorni) con la caduta del Governo del M5S e Lega si è riformato nuovamente il Governo Conte, (M5S-PD-LEU), dovendo riformare nuovamente i ministri ecco che la scelta ricade sul Ministro Dario Franceschini.

Ministro Franceschini al MiBACT nel 2014-18

Dario Franceschini era già stato Ministro della cultura dal 2014 al 2016 con il Governo Renzi e dal 2016 al 2018 con il Governo Gentiloni.

Che cambiamenti ha apportato in questi quattro anni consecutivi? Ecco un sunto: L’Art Bonus: per incentivare i privati a sostenere il patrimonio artistico italiano, in cambio consente un reddito di imposta del 65%; riduzione del personale in Biblioteche e Archivi; 30 Istituti autonomi (musei statali dotati di autonimia speciale); i Poli museali regionali che slegano i musei dalle Sovrintendenze – come ti ricorderai le sovrintendenze sono un organo periferico del MiBACT, servono per rafforzare la tutela dei B.C. localizzata per densità di popolazione e beni culturali nel territorio – slegando i musei da queste i poli regionali hanno l’obiettivo di tutela e di valorizzazione; decreto Colosseo: i B.C. diventano servizi pubblici essenziali.

Ex Ministro Bonisoli 2018-19

” […] introduce le Direzioni territoriali delle reti museali al posto dei Poli museali regionali.” MiBAC

Il Decreto Cultura: prevede l’accorpamento di diverse musei in direzioni territoriali delle reti museali come: Piemonte- Liguria, Lombardia- Veneto, dell’Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Abruzzo e Molise, Campania, Puglia- Basilicata, Calabria- Sardegna. Inoltre stabilisce diversi passaggi museali. Per citarne alcuni; Venezia e il passaggio della Galleria “Giorgio Franchetti” alla Ca’d’Oro alle Gallerie dell’Accademia di Venezia – il caso noto di Firenze: la Galleria dell’Accademia di Firenze e del Museo San Marco che passa alla direzione della Galleria degli Uffizi -. Milano: il Cenacolo Vinciano stesa cosa alla Pinacoteca di Brera. ecc. ecc; concorso pubblico per 1052 addetti di Assistente alla fruizione, accoglienza e vigilanza del Ministero per i beni e le attività culturali

Tutela e Valorizzazione, cos’è cambiato?

La gestione dei beni culturali era riservata dalla fine degli anni ’90 dello scorso secolo, allo Stato e alle Regioni. La legge del 1997 assegna la tutela allo Stato, mentre la valorizzazione è una competenza condivisa fra lo Stato e le singole Regioni.

Con la Riforma Franceschini le cose sono cambiate: la tutela della Sovrintendenza passa ai Poli Museali Regionali col compito di tutelare e valorizzare i musei statali delle singole regioni, i 30 musei nazionali italiani con autonimia speciale hanno la possibiltà di gestirsi – appunto autonomamente-. Dunque i musei più noti hanno maggiore libertà di movimento, ed il polo è sul territorio.

Riforma Bonisoli: tutela e valorizzazione passa alle Direzioni Territoriali delle reti museali – come abbiamo visto prima – consiste negli accorpamenti di una o più regione al fine di tutelare e valorizzare la rete museale. Alla direzione di otto musei autonomi si aggiungono altri musei, tutti gli altri sono gestiti dalle direzioni territoriali delle reti museali che non si trovano localizzati su tutto il territorio poiché ha il compito di gestire più regioni.

Cosa porteranno questi decreti? Probabilmente il rischio della privatizzazione museale! (Ne parlerò nel prossimo articolo)

Ritorno del Ministro Franceschini. Cosa aspettarci? (2019)

Il 5 settembre, Giuseppe Conte – ha firmato l’accordo con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, mentre Dario Franceschini ha giurato al Quirinale per il ruolo di Ministro dei beni e delle attività culturali con delega turismo.

Ma le varie riforme Franceschini – e anche le riforme Bonisoli – hanno messo non poche confusioni nel passato. Cosa farà adesso il nuovo – ma non troppo – Ministro del MiBACT? Credo che eliminerà la riforma Bonisoli con i distretti territoriali delle reti museali per ripristinare la sua riforma dei Poli museali regionali. Mi aspetto operatività già da subito dato che conosce bene il Ministero. Bisogna vedere verso quali obiettivi andrà a mirare.

Sinceramente sono contenta che non sia stato confermato l’ex ministro Bonisoli, ma a dirla tutta speravo di vedere una faccia nuova al Ministero, magari qualcuno che abbia più a cuore l’interesse sia dei B.C. ma anche dei professionisti del settore. Qualcuno che faccia vedere a tutti quello che si può davvero fare in questa nazione con l’arte. Più concorsi pubblici – non vigilanti – ma qualche concorso che faccia dire ai laureati in Storia dell’Arte, “Sì mi sento di mettere in pratica le mie conoscenze tecniche e le mie competenze trasversali nel campo del Beni Culturali del mio territorio!“ e invece niente… Del MiBAC se ne parla sempre troppo poco, come se fosse un Ministero di scorta, non capendo che l’Italia solo con l’arte e il turismo potrebbe fare molto meglio di quanto sta facendo.


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Federica Leonardi

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2 risposte a "Beni Culturali, chi li gestisce in Italia?"

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